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ago 12 2009

La sfida del secolo celebra i 25 anni della seria Ninja

Una data che segnerà la storia, una data che può cambiare il motociclismo! Una gara sperimentale, per la prima volta in Europa, ha visto sfidarsi in pista 125 SP con motore 2 tempi e la Kawasaki Ninja 250R con motore 4 tempi.

ninja250 Come già successo qualche anno fa con le ruote artigliate, la Federazione Motociclistica Italiana sta valutando la possibilità di affiancare la motorizzazione 4 tempi a quella 2 tempi: per questo motivo è stata organizzata una gara sperimentale all’interno della Coppa FMI sul circuito di Magione. Il responso è stato positivo, la Ninja 250R, nonostante abbia ancora un piccolo gap, si è ben comportata e non pare poi così distante dalle SP che hanno 20 anni di sviluppo alle spalle, ma soprattutto il vantaggio dell’utilizzo del motore 4 tempi è nei costi di gestione, che nelle 125 SP risultano esageratamente più alti. Un altro fattore importante da valutare è che la Ninja 250R è una moto stradale, acquistata dal concessionario, targabile e con la possibilità di rivenderla per un utilizzo turistico, così come avviene ormai da anni con le 600 stock. La moto inoltre è equipaggiata di serie con l’iniezione elettronica togliendo tanti problemi di carburazione che affliggono i piloti e tecnici delle SP.

I turni di qualifiche hanno visto imporsi Gammarino, ma la sorpresa è stato Filippo Benini che con la verde 250 è arrivato a girare a poco più di 6 decimi dalla pole position, sfruttando fino in fondo la coppia del motore 4 tempi per uscire dalle curve e lanciarsi nei rettilinei del circuito umbro. Le 5 Kawasaki presenti su 20 iscritti alla gara si sono in ogni caso comportate egregiamente: Benini 5°, Paolo Toccacieli 7°, Lorenzo De Simone 10°, Federico Massa 11° e Manuel Calì 14°, tutti pronti a darsi battaglia, come già avviene nel 250 Junior Trophy, allo spegnersi dei semafori rossi.
Domenica di gran caldo e piloti nervosi, ben sapendo che la giornata è una di quelle che segnano la storia, che faranno cambiare, in un modo o nell’altro i regolamenti e le gare con i mezzi che finora conosciamo. Al via nessuno vuole perdere neanche un centimetro, importantissimo per la prima staccata. I “due tempisti” Gammarino, Manfredi e Toti fanno il classico trenino e Benini resta attaccato per quasi metà gara, poi uno scarso feeling con le gomme e gli ordini di scuderia che gli imponevano di portare a casa il risultato senza rischiare, gli hanno fatto diminuire leggermente il ritmo di gara accontentandosi di girare con un passo che era in ogni caso lontano da ciò che aveva dimostrato di avere durante le qualifiche. Benini ha portato in gara la moto della Scuderia Platini che monta già qualche particolare in versione 2010, mentre gli altri piloti Kawasaki hanno corso con la moto in versione stock 250 Junior Trophy 2009: questo scioglie ogni dubbio sul potenziale della piccola Ninja 250R.
Toccacieli, Massa e De Simone sfruttano al meglio lo start ed entrano in bagarre con le SP, dando vita a staccate, sorpassi, scie da tenere col fiato sospeso gli addetti ai lavori e spettatori che guardavano interessati. Tutti riescono a migliorare la posizione di partenza con Benini che chiude al 4° posto, Toccacieli 5°, Massa 7°, De Simone 9° e Calì 14°. Nessun problema di affidabilità, tempi non troppo distanti, soddisfazione per il risultati ottenuti da questi giovani piloti che fino allo scorso anno correvano con le minimoto, il tutto tradotto con grande divertimento, propedeuticità e risparmio dei costi.
Veramente bello l’affiatamento che si è creato tra i ragazzi del 250 Junior Trophy, hanno saputo fare gruppo, scambiarsi consigli e impressioni a vicenda, considerandosi prima di tutto amici e poi avversari in pista, ma soprattutto la Kawasaki contro “il resto del mondo”. Da loro la richiesta di schierarsi tutti insieme sotto la struttura della Scuderia Platini per una foto di gruppo di quelle che verranno poi messe nell’album dei ricordi e da Kawasaki Italia la promessa di un interessamento per portare i ragazzi del 250 Junior Trophy italiano a confrontarsi con i loro colleghi Trofeisti spagnoli.
In un clima di festa per tutti si sono gettate le basi per ciò che sarà il futuro del motociclismo! Da parte della Scuderia Platini un plauso alla FMI, i tecnici e gli addetti ai lavori con la promessi che ci impegneremo di più tutti insieme per il bene di questo stupendo sport con l’obiettivo di poter portare sempre più giovani in pista nella speranza di poter scoprire tra di loro tanti futuri campioni.